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INFORMATIVA ESTESA

Madison (Americana)

L'Americana (o Madison) è una specialità assimilabile alla Corsa a Punti, si corre cioè su un numero determinato di giri e con volate stabilite (in linea di massina ogni 5 km, cioè al Mecchia circa ogni 12 giri. La differenza con la Corsa a Punti sta nel fatto che invece di correrla individualmente l'Americana si corre a coppie, un corridore è in corsa mentre l'altro riposa e così fino alla fine ogni volta che s'incontrano (questo generalmente, il cambio non è obbligatorio). Per semplicità grafica abbiamo messo 5 corridori alla balaustra (con maglie diverse e ben distinguibili) e 5 compagni sul rettilineo opposto, la cui unica differenza è il colore del numero (pallino sulla schiena).


Partenza. Normalmente i corridori posti sul rettilineo opposto non partono subito, rimangono appoggiati alla balaustra affinchè la gara abbia inizio al completamento del primo giro che è a vuoto.


Viene dato il via e i corridori col numero rosso si muovono. Da questo momento in poi i corridori che non sono in corsa devono obbligatoriamente girare in alto per non creare il minimo intralcio alla gara. La velocità che deve tenere il corridore che non è in gara è legata a più fattori. Chiaramente, più il corridore va piano prima incontrerà il suo compagno per dargli il cambio. Più la pista è lunga più bisogna tenere in considerazione questa cosa, soprattutto se il compagno fa parte di una fuga e quindi sta praticando il massimo sforzo; in questi casi sul rettilineo (piuttosto che in curva dove è più pericoloso) si deve rallentare fino a quasi fermarsi (senza appoggiarsi da nessuna parte).

 


Arriviamo al cambio, momento cruciale dell'Americana. Tralasciamo gli altri corridori in attesa del cambio, che nelle prossime diapositive cancelleremo, e concentriamoci sulla coppia in bianco. Il ciclista in bianco col numero rosso DEVE controllare la POSIZIONE e la VELOCITA' del suo compagno in gara.

Verificati i due fattori (posizione e velocità) il corridore col dorsale rosso si abbasserà dalla balaustra e sceglierà una traiettoria rettilinea mezzo metro più alto della traiettoria del suo compagno in gara e, quando questi gli si avvicina, avrà una velocità tale da non bloccarne l'azione.

Per esempio, se vede il compagno che arriva a 50km/h avrà l'accortezza di farsi trovare almeno a 40km/h per far sì che il tutto abbia una sua linearità, se andasse a 20 km/h la differenza di velocità impedirebbe il cambio.

Raggiunta la velocità di cambio, colui che lo deve ricevere (cioè il numero rosso), mette la mano sinistra APERTA A CUCCHIAIO CON IL POLLICE ATTACCATO ALLE ALTRE DITA appoggiata alla parte sinistra della bassa schiena, all'altezza dei muscoli lombari e con il palmo rivolto verso indietro, cioè verso il compagno.


Il corridore che invece deve dare il cambio (cioè quello attualmente in gara), studierà bene le mosse del suo compagno e cercherà, senza gran cambiamenti di rotta, di passargli accanto a sinistra, il più vicino possibile.

Prima di dare il cambio questo corridore appoggerà la mano sinistra sulla parte alta del manubrio, vicino all'attacco, in modo che al cambio la forza impiegata non gli faccia far girare il manubrio.

Due cose importanti:

  • soprattutto in curva, un cambio fatto tra due corridori che, invece di stare vicini tra loro, si tengono distanti, oltre che essere ovviamente non producente, può essere anche pericoloso, per le forze in atto (il corridore che dà il cambio potrebbe "tirar giù" quello in alto;
  • seconda cosa il corridore che dà il cambio NON DEVE ASSOLUTAMENTE rallentare prima del cambio. Questo succede in genere le prime volte, per paura, ma, innanzi tutto durante il cambio noi rallentiamo (non acceleriamo), quindi inutile staccarsi per paura di tamponare quello davanti e poi ricordiamoci che il nostro compagno che riceve il cambio oltre a trovarsi staccato avrà una velocità minore e dovrà tornare a ruota dov'era il suo compagno precedentemente, con un evidente spreco di energia.

 


Siamo al cambio, diamo un'occhiata ai corridori che seguono la coppia bianca: il verde e il giallo.

Notiamo che il verde si è già alzato, ha visto il compagno del bianco avvicinarsi e ha capito che se prima era a ruota del bianco in gara ora dovrà mettersi a ruota dell'altro che entrerà, tanto più che quello in gara che era davanti a lui, diminuirà di colpo la sua velocità a causa della spinta e quindi diventerà un ostacolo insormontabile.

Morale del cambio per quelli dietro: sempre a destra, sempre sempre sempre. MAI all'interno, grassetto e rosso. Anche il giallo ha già preso le misure e si alza verso il verde.


 Cambio effettuato, il bianco col numero rosso ha ora la velocità del gruppo mentre l'altro compagno si ritrova quasi fermo, sta a tutto il resto del gruppo evitarlo passando all'esterno (destra).


Il bianco si lascia sfilare da tutto il gruppo senza intralciare.


Passato il gruppo si porta alla balaustra ad attendere il suo compagno per il cambio successivo.


La posizione delle mani: chi da il cambio ha la sinistra in alto sul manubrio, vicino alla pipa mentre l'altro la tiene al suo posto.

Ricordatevi che il pollice va con le altre dita, che la parte che spinge è la parte più bassa della mano, la più forte ! Le dita non hanno questa forza.....


Durante il cambio il corridore in alto guarda avanti con la mano appoggiata alla schiena, l'altro che deve dare il cambio (col casco bianco) la afferra e comincia la procedura.


Usiamo bene tutta la lunghezza delle braccia per avere il massimo rendimento nel lancio, più spingete e tirate (entrambi) meno fatica fate fare a chi entra in gara.

Davanti al corridore che dà il cambio notiamo il grande Silvio Martinello, un maestro di questa specialità.

 

 


E sfruttiamo tutta la spinta, fino in fondo.


Questo è quello che si diceva prima di non fare, chiaramente tutti possono sbagliare ma un cambio in questa posizione, con i corridori così distanti è alquanto svantaggioso dal punto di vista delle forze (oltre che pericoloso).

 

 E non dimenticate mai.... A DESTRA ! A DESTRA ! A DESTRA !!!