CookiesAccept

Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per offrirti il miglior servizio possibile e per mostrarti pubblicita' in base alle tue preferenze.

Nell’informativa estesa puoi conoscere come disabilitare l’uso dei cookies di terze parti; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies. Per saperne di piu'

Approvo

Un cookie è una piccola quantità di dati inviati al tuo browser da un server web e che vengono successivamente memorizzati sul disco fisso del tuo computer. Il cookie viene poi riletto e riconosciuto dal sito web che lo ha inviato ogni qualvolta effettui una connessione successiva. Come parte dei servizi personalizzati per i suoi utenti, il nostro sito utilizza dei cookie per memorizzare e talvolta tenere traccia di alcune tue preferenze.

Ti ricordiamo che il browser è quel software che ti permette di navigare velocemente nella Rete tramite la visualizzazione e il trasferimento delle informazioni sul disco fisso del tuo computer. Se le preferenze del tuo browser sono settate in modo da accettare i cookie, qualsiasi sito web può inviare i suoi cookie al tuo browser, ma – al fine di proteggere la tua privacy – può rilevare solo ed esclusivamente quelli inviati dal sito stesso, e non quelli invece inviati al tuo browser da altri siti. Puoi accettare i cookies e proseguire, oppure puoi abbandonare il sito.

INFORMATIVA ESTESA

IL PUNTO d'APPOGGIO

Una delle peggiori cose che può fare un ciclista in una prova di velocità a due, è stare incollato a quello che lo precede.
Chiaramente stiamo parlando di due ciclisti con le stesse o vicine possibilità, se faccio una volata con mio figlio Ares che non ha ancora 8 anni, è un altro discorso.

Partiamo da un semplice concetto, per fare il miglior tempo possibile sui 200 metri lanciati, dobbiamo scegliere la traiettoria che più favorisce l'aumento della velocità.
Qual è la traiettoria migliore ? Non è la discesa più ripida, ma è la discesa più lunga. Se avessimo il motore di una moto andrebbe bene anche la prima, potemmo passare da 40 a 60 km/h in un lampo. Purtroppo (o per fortuna visto il costo della benzina), abbiamo "solo" le gambe e quindi per passare da 40 a 60 ci serve un pò più di tempo, e quindi di lunghezza, mettendo in secondo piano la % di pendenza.
Al Mecchia, pista di 400 metri, la migliore traiettoria dell'ultimo giro è quella evidenziata dalla freccia verde.

Il secondo concetto riguarda l'accelerazione. Mettiamo di essere incollati a ruota dell'avversario. Quanta potenza in più dovremmo avere per passarlo quando questo è già lanciato ? Calcoliamo anche che per passarlo dobbiamo anche percorrere una traiettoria più lunga.....

Il terzo concetto riguarda la scia. E' accertato in galleria del vento, che stare a ruota ci abbassa lo sforzo del 20-25% (anche 30% se quello davanti è ben messo).

Ora uniamo tutti e tre i concetti per arrivare al "PUNTO d'APPOGGIO".

Il ciclista in seconda posizione starà ad una distanza che può variare dai 4 agli 8 metri da quello che sta conducendo.
La distanza è in funzione di quanto forte sappiamo o presupponiamo quello davanti. Se è forte magari 8 metri sono un pò troppi, una volta che è partito potremmo non riprenderlo più....
La posizione del secondo rispetto alla pista sarà chiaramente in alto, anche se colui che lo precede è più basso.

Quando quello che conduce parte per la sua volata NON DOBBIAMO per forza seguirlo a ruota, cosa che fa la stragrande maggioranza (a meno che questi non faccia la traiettoria ideale nostra), ma abbandonare per un attimo con la testa la situazione (non l'azione), alzarsi sui pedali e cominciare la progressione sulla linea che ci farà prendere maggiore velocità.

Chiaramente parliamo di decimi di secondo, se alziamo il culo un secondo o due dopo, salutatelo con la manina.

Una volta tracciata la nostra linea e raggiunta la velocità, avremo un altro punto a nostro favore, IL RIFERIMENTO, cioè l'avversario, che è lì che ci aspetta a velocità un pelino inferiore perchè non ha sfruttato la linea ideale.

Quando gli stiamo per arrivare sotto, ecco l'altro fattore, LA SCIA, che ci darà un altro km/h o due in più, tanto che appena a ruota lo passeremo ad una velocità completamente differente dalla sua, preferibilmente a metà/fine curva, prima del traguardo.

Non fate lo sbaglio di arrivare sotto e non dare la botta per il sorpasso, pensando di farlo dopo, non avete due accelerazioni nella stessa volata, o meglio, le gambe non vogliono.

 

NON COSI'

 

COSI' SI