CookiesAccept

Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per offrirti il miglior servizio possibile e per mostrarti pubblicita' in base alle tue preferenze.

Nell’informativa estesa puoi conoscere come disabilitare l’uso dei cookies di terze parti; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies. Per saperne di piu'

Approvo

Un cookie è una piccola quantità di dati inviati al tuo browser da un server web e che vengono successivamente memorizzati sul disco fisso del tuo computer. Il cookie viene poi riletto e riconosciuto dal sito web che lo ha inviato ogni qualvolta effettui una connessione successiva. Come parte dei servizi personalizzati per i suoi utenti, il nostro sito utilizza dei cookie per memorizzare e talvolta tenere traccia di alcune tue preferenze.

Ti ricordiamo che il browser è quel software che ti permette di navigare velocemente nella Rete tramite la visualizzazione e il trasferimento delle informazioni sul disco fisso del tuo computer. Se le preferenze del tuo browser sono settate in modo da accettare i cookie, qualsiasi sito web può inviare i suoi cookie al tuo browser, ma – al fine di proteggere la tua privacy – può rilevare solo ed esclusivamente quelli inviati dal sito stesso, e non quelli invece inviati al tuo browser da altri siti. Puoi accettare i cookies e proseguire, oppure puoi abbandonare il sito.

INFORMATIVA ESTESA

 

 

BENVENUTI !

Benvenuti al Velodromo “Pier Giovanni Mecchia”, uno dei 2 velodromi parabolici rimasti in Italia.

Cosa significa parabolico ? Vuol dire che la curva non ha pendenza fissa ma aumenta con l’altezza. Significa che se volessimo prendere la curva a 120 all’ora con una moto, potremmo farlo, proprio perché l’ultimo pezzo è perfettamente verticale e non ci butterebbe fuori !

Dal punto di vista dell’insegnamento il Mecchia è avvantaggiato da questa cosa, nella parte più bassa ha poca pendenza così da consentire a chiunque, anche ai più paurosi, di provare l’ebbrezza della pista. Questa caratteristica fa sì di poter permettere (ai giovanissimi dai 7 ai 12 anni) l’uso delle bici da strada.

Per contro, OVVIAMENTE, non è possibile salire più di tanto con la bicicletta, pena toccare con il pedale e fare un bel volo.

Se guardate bene c’è una fascia un po’ più chiara, è la fascia che creano i ragazzi durante gli allenamenti.

Quello è il limite massimo della pista, sconsigliamo di andare oltre. Se non vedete questa fascia più chiara, chiedete.

Il Mecchia è lungo 395,80.

Per entrare al Velodromo dopo che i cancelli vengono chiusi, si deve usare il sottopasso. Si rammenta che E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO CALPESTARE IL CAMPO DI CALCIO IN BICICLETTA.

 

LE BICICLETTE

Se non si possiede una bicicletta da pista, volendo girare al Mecchia, è possibile farne richiesta almeno un paio di giorni prima, indicando le misure presenti nell’immagine sul sito www.surplace.it

Per quanto riguarda i pedali ognuno deve mettere i propri dato che, vista la varietà di marche e modelli il Velodromo non è in grado di gestire questa cosa.

Per chi ha l’abbonamento si raccomanda di toglierli a fine anno, non venite l’anno successivo a chiedere che fine hanno fatto perché, ripetiamo, non li possiamo gestire.

Le bici nuove e le bici datate, ESIGONO TUTTE IL MEDESIMO MASSIMO RISPETTO !!!!

GUAI a trattare male una bici, serviranno a Voi e a quelli che verranno, per molti anni ! Questa cosa vale anche per i Direttori Sportivi e Accompagnatori, quando vengono date loro le bici per il trasporto alle gare.

Se avete dei problemi il meccanico, è a vostra disposizione in officina, per qualsiasi cosa.

Quando riponete la bicicletta sgonfiate leggermente le ruote, non del tutto, solo un po’, ogni volta.

 

COMPRESSORE

Per pompare le biciclette c’è il compressorino all’entrata.

Si deve infilare la valvola e premere la pistola. Il compressore si stacca automaticamente alla pressione giusta (circa 10atm)

Non giocate col compressore, se si rompe pomperete a mano.

Chi è proprietario di una ruota lenticolare è proprietario anche della pipetta per gonfiarla, il Velodromo non ne ha.

 

ATTENZIONE AI MURI !!!

I muri che conducono ai magazzini biciclette sono bianchi. È assolutamente vietato appoggiare le bici al muro nel corridoio ! PER NESSUN MOTIVO ! Appoggiatele fuori, all’entrata del tunnel per pompare le ruote in comodità.

 

BAGNI

Ci sono 2 bagni piccoli e uno spogliatoio grande. Ogni qualvolta vengono usati DEVONO ESSERE RIPRISTINATI, l’ingresso al velodromo non comprende la pulizia locali.

Per favore, fate finta sia il bagno di casa vostra, se vi lavate le mani non fate il disastro, non bagnate in giro e non lasciate il lavandino zozzo.

Stessa cosa per il water, mirate bene (maschietti) e sistemate tutto.

 

SPECIALITA’

200 mt. lanciati: si effettuano su 2 giri di pista. Il primo giro serve per alzarsi gradatamente sulla parabolica e per prendere velocità. Il tempo viene preso dalla linea NERA che si trova alla fine del rettilineo opposto alla linea del traguardo (nera su fascia bianca).

Durante le gare il ciclista viene fatto partire dopo il primo giro del corridore che lo precede (per abbreviare i tempi) e una volta terminato deve scendere entro 1 giro. Chi in qualche modo si viene a trovare nella traiettoria di chi sta facendo il tempo, è relegato all’ultimo posto.

 

Inseguimento 2000/3000 mt.: il ciclista parte da fermo, sostenuto da un giudice o da personale dell’organizzazione ed effettua 5 o 7,5 giri di pista.

La linea di partenza è scritta a terra. L’arrivo è la linea rossa di mezza pista.

La prova si svolge 1 contro 1, cioè partono due ciclisti alla volta, uno da una parte uno dall’altra, ognuno ha il suo contagiri e campana dell’ultimo giro.

Inutile guardare l’avversario, tanto la prova è contro il tempo.

 

Km da fermo: si effettua su 2 giri e mezzo e un pezzetto di pista, con partenza sostenuto da giudice o da organizzatore.

La linea di partenza è scritta a terra, la linea di arrivo è la linea rossa di mezza pista.

La prova si svolge 1 contro 1, cioè partono due ciclisti alla volta, uno da una parte uno dall’altra, ognuno ha il suo contagiri e campana dell’ultimo giro.

 

Scratch: è una gara di gruppo con volata finale. Fu inventata per cercare di portare gli stradisti in pista. E’ quello che va più vicino alle gare in circuito a cui siamo ben abituati.

 

Si rammenta che la parte più bassa della pista, piana e colorata di azzurro, detta anche fascia di riposo, NON E’ PARTE INTEGRANTE della pista.

Tra l’altro è pericoloso percorrerla in curva a velocità elevate per pericolo di slittamento causa forza centrifuga.